Cosa fare quando ti manca la MOTIVAZIONE per studiare!

Ti è mai capitato di guardare il libro per ore senza concludere nulla?

Ti è mai capitato di dover studiare ma di non riuscire a trovare mai la forza di aprire quel libro?

Allora devi assolutamente leggere questo articolo, perché alla fine avrai degli strumenti giusti per sbloccarti da una situazione di stallo.

Internet è pieno di Fuffa e di consigli inutili della nonna quando si tratta di Motivazione per Studiare

In giro si trovano solo frasi fatte, tecnicucce e una VALANGA DI CELAPUOIFARCELA.

Per fortuna però c’è Armando Elle, un Blogger pragmatico che oggi ci ha preparato poco fumo e molto arrosto.

È il fondatore di Gli Audaci della Memoria, uno dei migliori blog in Italia per quanto riguarda la memoria (ti consiglio di darci subito un occhiata).

Ti lascio a lui e alle sue parole che sono sicuro che ti conquisteranno.

 

Ti manca la Motivazione per Studiare? Echissenefrega. 

Molte persone pensano che la motivazione sia indispensabile per avere forza di volontà e perseguire i propri obiettivi.

E moltissimi studenti mi scrivono dicendomi che non hanno mai avuto o hanno perso la motivazione, ritrovandosi per questo motivo completamente bloccati.

Molti si aspettano che io gli consigli le solite cose, come:

  • Ascoltare musica motivante
  • Visualizzare i loro obiettivi 5 minuti al giorno
  • Leggere blog motivazionali
  • Ripetersi mantra di ispirazione al successo
  • Incitarsi mentalmente
  • “Promettersi” premi in caso di successo

Si tratta di consigli che giocano sul modello classico della motivazione, cercando di stimolarla attraverso

  • condizionamenti esterni (motivazione estrinseca con sistemi premio/punizione)
  • condizionamenti interni (motivazione intrinseca, con sistemi che fanno leva su autostima, passioni e interessi personali)

Certo, non sono consigli che fanno male, e un po’ funzionano. Però non centrano il problema. Ed è per questo che, a questi studenti, rispondo che possono senz’altro utilizzare le strategie di cui sopra, ma che tutto sommato la mancanza di motivazione è l’ultimo dei loro problemi.

Il loro vero problema, quello per cui sono arrivati a scrivermi, è che sentono dire in giro da tutti che nella vita “bisogna seguire le proprie passioni” e “bisogna avere motivazioni”; e quindi loro, difettando di entrambe le cose, si arrovellano in mille seghe mentali e sono terrorizzati dall’aver sbagliato scelta universitaria e dall’avere una vita infelice.

A me sono capitati, mentre studiavo, dei periodi così; e se anche a te è capitato o capita, sai che questo arrovellamento ti mette in una situazione psicologica difficilissima, scavandoti dentro e prendendo il posto gradatamente di tutti gli altri pensieri

In una situazione così, i guru che dicono “segui le tue passioni” mi fanno ridere; perché non solo è una affermazione ormai banale, ma non risolve il problema della maggior parte della gente.

Perché se uno in quel momento non ha passioni, oppure ne ha troppe, cosa fa, sta fermo? Cosa fa se veramente non è motivato? 

La motivazione, intesa come quel desiderio bruciante di ottenere un risultato e che ti sostiene quando è il momento di fare sacrifici per ottenerlo, è sopravvalutata.

La motivazione infatti non è né durevole né costante, e quindi non è una buona strategia di medio/lungo termine.

Se ce l’hai dunque, bene. Ma non pensare che il sogno di diventare Gino Strada ti aiuti realmente ad alzarti dal divano per studiare anatomia tutti i giorni otto ore al giorno. Hai comunque bisogno di altre strategie. 

Se invece non ce l’hai, non ne fare un dramma. O ti piace veramente fare qualcos’altro, e allora DEVI valutare seriamente l’opportunità di cambiare corso di studi, oppure sei come il 90% della popolazione: ti piacciono tante cose ma nessuna troppo.

E mentre aspetti che arrivi quella giusta, (perché spesso poi la passione vera arriva) devi mandare avanti la tua vita.

Devi vedere insomma la motivazione come l’innamoramento:

  • Se sei innamorato, non è comunque detto che lo rimarrai, e certamente non basta per fare funzionare la relazione a lungo termine
  • Se non sei innamorato invece, questo non ti impedisce di uscire con qualcuno e passarci delle belle serate. E chi lo sa che alla fine non ti innamori.

Arriviamo così alla regola numero 1 sulla motivazione:

Non devi rimanere bloccato se ti manca la motivazione.

E per non rimanere bloccato non puoi affidarti semplicemente al “rifletterci su”, ma hai bisogno di strategie specifiche.

Infatti quando sei demotivato e non riesci a venire a patti con la cosa, si alimenta nel tuo cervello un continuo “dialogo interno” fatto di pensieri negativi, dubbi, insicurezze che ti possono far diventare demoralizzato e abulico, fino a quando non arrivi a pronunciare la fatidica frase “Non riesco più a studiare”.

E così ho ragazzi che mi scrivono dicendomi che si sono bloccati a tre esami della laurea, e non riescono proprio ad andare avanti.

Il fatto è che pensieri, problemi e dubbi, quando vengono lasciati nella testa per troppo tempo, tendono a portarti a un rimunginio continuo, sterile, che non da alcun risultato se non peggiorarti l’umore.

Inoltre tutti questi contenuti mentali perdono di definizione, si riempiono di sfumature, variano col variare delle giornate, portandoti alla fine ad avere solo una gran confusione nella testa.

E allora bisogna portarli fuori dalla tua testa e fissarli da qualche parte, in maniera tale che tu possa analizzarli e rifletterci come se fossero altro da te. E quando li vedi tutti fissati su un foglio di carta cominci a poter fare, finalmente, un po’ di chiarezza.

Se quindi sei in una situazione di “blocco motivazionale”, prendi un foglio di carta e una penna e poi:

  • Analizza perché hai scelto l’Università in cui sei: magari alcuni dei motivi non sussistono più, magari ti ha deluso. Ma è rimasto qualcosa di positivo e vero rispetto alla scelta iniziale?
  • Fai una lista di tutti i lati positivi e le cose interessanti del tuo corso di studi. C’è qualche materia che ti piace? Come ti trovi con i compagni? Hai avuto qualche professore bravo e carismatico? Hai imparato delle cose interessanti?
  • Fai anche una lista di tutti i lati negativi. E sii spietato.
  • Considera esplicitamente la possibilità di cambiare. È fattibile? È sensata? Nessuna scelta è per sempre. Puoi cambiare se hai delle valide alternative; o portare a termine quello che stai facendo e voltare pagina, se non ne hai. La motivazione per studiare può anche essere cercare di finire il prima possibile e andarsene a fare altro!
  • Descrivi brevemente che cosa vuoi diventare o che cosa ti interesserebbe fare dopo l’Università: magari il corso non ti piace più di tanto, ma ti permetterà di diventare ricco; o di fare del bene; o di lavorare autonomamente.
  • Individua, se puoi, qualche modello che vorresti seguire, qualcuno che vorresti diventare. Ci hai mai pensato? Magari da adolescente mettevi le foto dei cantanti o degli sportivi sul muro, perché ti piacevano, ti identificavi, o ti davano ispirazione. I tuoi studi ti possono aiutare a diventare, nel mondo del tuo futuro lavoro, qualcuno che ammiri o che ti ispira?

L’ordine con cui ho descritto i punti che devi affrontare non è causale.

La motivazione infatti, come tante altre cose, ha un prima, un durante e un poi: quindi nello scrivere tutto quello che hai in testa devi partire dalle cause originarie per le quali hai fatto una scelta; poi passi a come ti trovi adesso, vivendola ogni giorno; e infine consideri dove ti può portare.

Ora, credimi: conosco ragazzi che si sono arrovellati per mesi, e poi con questa semplice tecnica, formalizzando e fissando su un foglio di carta i mille pensieri che avevano nella testa, hanno fatto più chiarezza su se’ stessi e la loro motivazione in mezzo pomeriggio, liberandosi anche di un bel po’ di ansia.

E si sono sbloccati.

Che cosa è molto meglio della motivazione?

Adesso però, c’è una domanda che abbiamo per il momento lasciato in sospeso:

“Armando, ma se la motivazione non è poi così importante, che cosa lo è? Che cosa mi fa andare avanti più della motivazione?”

Per me c’è una sola risposta: il metodo. Se hai un metodo è come se tu avessi la chiave per il successo, qualunque cosa capiti.

Quando possiedi un metodo non importa se hai una giornata triste o felice, se la materia ti piace o meno, se quel semestre sei motivato o annoiato: ti basta applicarlo per andare comunque avanti.

Immagina si essere disperso in una foresta: se procedi a caso, a seconda della motivazione, del gusto o dell’umore del momento, non ne uscirai mai. Mentre se hai una mappa e una bussola ogni giorno camminerai nella direzione che vuoi tu.

Quindi, smettila di stressarti troppo per la motivazione, e comincia a riflettere su come avere un buon metodo!

Per approfondire puoi cliccare il link al mega-post sul metodo di studio che ho fatto per i lettori del mio blog “GliAudaciDellaMemoria”.

E se studi giurisprudenza, il metodo di Giuseppe, che mi ospita qui sul suo blog, è veramente il numero 1, e quindi sei nel posto giusto!

Armando Elle

Ringrazio Armando per il tuo contributo! È veramente un articolo fantastico.

Se invece ti interessa scoprire il Primo Metodo di Studio per Giurisprudenza:

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Giuseppe Moriello

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